Al via il bonus elettrodomestici: requisiti, cosa prevede e come ottenerlo

Il nuovo bonus per l’acquisto di elettrodomestici è finalmente operativo e conviene sapere subito come funziona. Basta un attimo per capire se puoi risparmiare e fare un gesto utile per il portafoglio e per l’ambiente.

Bonus elettrodomestici 2025: cos’è, importi e obiettivo

Il Bonus Elettrodomestici è un contributo pensato per sostituire apparecchi obsoleti con modelli più efficienti. Copre fino al 30% del prezzo di un singolo elettrodomestico, con un contributo massimo di 100 euro per tutti e fino a 200 euro se si ha un ISEE inferiore a 25.000 euro.

La misura è stata inserita nella Legge di Bilancio e avviata con il Decreto del 3 settembre 2025, con un fondo iniziale di 50 milioni di euro. Le domande sono partite il 18 novembre 2025 e la procedura è gestita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Questo bonus punta a due risultati: meno bollette per la famiglia e meno consumi per il comune. Un piccolo passo che, messo insieme ad altri, fa la differenza.

Requisiti principali per ottenere il bonus elettrodomestici

Possono fare domanda i cittadini maggiorenni residenti in Italia che sostituiscono un grande elettrodomestico obsoleto con uno nuovo prodotto nell’Unione Europea. È obbligatorio lo smaltimento del vecchio apparecchio attraverso il riciclo.

Gli elettrodomestici devono rispettare classi minime di efficienza che variano per categoria: per esempio lavatrici e lavasciuga almeno classe A, cappe almeno classe B, frigoriferi almeno classe D. I produttori devono inserire i modelli ammessi nell’Elenco informatico ufficiale.

Ricorda: un solo bonus per nucleo familiare e l’elettrodomestico comprato deve comparire nell’elenco ufficiale. Vale controllare subito la disponibilità prima di spendere tempo o soldi.

Come richiedere il bonus elettrodomestici: fase per fase

La procedura si svolge in due fasi: prima i produttori e i rivenditori si accreditano, poi i cittadini presentano la domanda.

1) Fase 1: dal 23 ottobre 2025 i produttori e dal 27 ottobre 2025 i venditori si sono registrati su PagoPA con SPID o CIE per caricare i modelli ammessi nell’Elenco informatico.

2) Fase 2: dal 18 novembre 2025 i cittadini possono fare domanda tramite l’app IO o il sito dedicato, autenticandosi con SPID, CIE o CNS e inserendo l’ISEE se si punta al contributo maggiorato.

La gestione delle domande è affidata a PagoPA per la piattaforma e a Invitalia per i controlli. Se i requisiti sono confermati, viene rilasciato un voucher univoco legato al codice fiscale, valido per un periodo limitato e utilizzabile dal venditore per applicare lo sconto.

Al momento dell’acquisto il venditore applica lo sconto, emette la fattura con il valore del contributo e si occupa dello smaltimento del vecchio apparecchio. Questo passaggio è fondamentale per non perdere l’agevolazione.

Quali elettrodomestici sono ammessi e cosa controllare

Si possono acquistare solo grandi elettrodomestici prodotti in stabilimenti situati nell’Unione Europea e inseriti nell’Elenco informatico. Le categorie principali includono lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, forni, piani cottura, cappe e asciugabiancheria.

Per ogni categoria ci sono soglie minime di efficienza: per esempio lavatrici e forni richiedono classe A o superiore, lavastoviglie e asciugabiancheria richiedono almeno classe C. È sempre bene chiedere al venditore di mostrare il codice prodotto presente nell’Elenco ufficiale prima di pagare.

Controllare la provenienza e la classe energetica evita sorprese e aiuta a scegliere un modello che riduca davvero la bolletta. Un acquisto fatto con criterio è un risparmio che dura.

Decadenza, controlli e cosa evitare per non perdere il bonus

Il contributo decade in caso di uso improprio: prodotti non ammessi, dichiarazioni false o mancato smaltimento del vecchio apparecchio portano alla revoca del voucher. In situazioni gravi possono scattare sanzioni anche penali.

I controlli sono svolti da Invitalia e prevedono la verifica dei documenti e della conformità del prodotto. La fattura deve riportare il prezzo originario e il valore del contributo erogato.

Meglio essere trasparenti e conservare tutte le ricevute. Un piccolo controllo in più oggi evita problemi e contenziosi domani.

Consiglio bonus: prima di acquistare verifica l’Elenco informatico, aggiorna l’ISEE se necessario e conserva la fattura. Così il risparmio è garantito e addio dubbi inutili.

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